venerdì, 04 luglio 2008

MurphyIl progresso andava forse bene una volta, ma è durato troppo.

Arthur Bloch

postato da: roquentin alle ore 07:33 | Permalink | commenti (1)
categoria:progresso
giovedì, 03 luglio 2008

Jean BaudrillardNon siamo più nella crescita, siamo nell'escrescenza.

Jean Baudrillard

postato da: roquentin alle ore 08:24 | Permalink | commenti (4)
categoria:progresso
mercoledì, 02 luglio 2008
Carte napoletaneMia madre barava con i solitari. Negli ultimi anni della sua vita, quando era soddisfatta di quello che lei aveva fatto per noi e noi avevamo fatto per lei, per il suo orgoglio di donna semplice e austera (e un po' incazzosa), negli ultimi anni mia madre passava il suo tempo a fare solitari, sempre lo stesso, quello classico, a leggere giornali popolari piene di storie che oggi chiameremmo splatter e ad addormentarsi davanti alla tv. Con i solitari barava e io la prendevo giro. Ma lei mi mandava via con un gesto infastidito (o, nei momenti più sereni, si voltava a sorridermi come se fosse lei la figlia, scoperta a fare una marachella, e io il padre severo) e continuava a barare. Giudicavo questo imbroglio a se stessa come qualcosa di assurdo e infantile. Poi con il tempo, maturando, ho capito che in fondo aveva ragione lei. Per due buoni motivi.
Innanzitutto, perché dispiacersi per un gioco andato male, se il gioco poteva essere aggiustato e andare bene con il minimo sforzo? Sempre un gioco era. E' la vita che va affrontata con maggiore serietà.
La vita, appunto. Mia madre, nella sua semplicità che discendeva da superstizioni antiche, più radicate della naturale fede cattolica, attribuiva ai solitari dei poteri, comunque, divinatori. Se un solitario non riusciva era un brutto segno. Qualcosa sarebbe andato storto. Lei affidava alle carte desideri semplici e faceva domande concrete. Quando le carte non giravano nel verso giusto, la fortuna faceva i capricci. E allora lei dava un'aggiustatina al caso.
In fondo è un grande insegnamento, a pensarci, e non un autoimbroglio. Il caso da solo non risolve niente. C'è la necessità, avrebbe detto Monod. Appunto, la necessità che il solitario riuscisse e desse auspici fausti. E lei, mia madre, che cosa faceva, se non aiutare la fortuna? Lo diceva pure Machiavelli, che la povera donna manco sapeva chi fosse. Se la fortuna non arriva bisogna andarle incontro, magari pure raggirandola.

Anche io in palestra un po' imbroglio, come mia madre faceva con le carte. Lo so che arronzare qualche esercizio è solo a mio danno. Se non rispetto le schede del trainer che vado a fare in palestra di prima mattina? A buttare soldi e tempo? Già, è vero. C'è la necessità. Però io, invertendo i ragionamenti che mia madre non ha mai fatto, ma ha applicato istintivamente, mi aiuto con il caso. Sarebbe meglio dire con l'indolenza. Certi esercizi li faccio per bene, per altri opero qualche cambiamento. Il fine qual è? Stare bene. E io bene sto.
postato da: roquentin alle ore 12:13 | Permalink | commenti (13)
categoria:gioco, napoletana, fortuna
mercoledì, 02 luglio 2008

Stanislaw Jerzy LecCi saranno sempre eschimesi pronti a dettare le norme su come devono comportarsi gli abitanti del Congo durante la calura.

Stanislaw Jerzy Lec

postato da: roquentin alle ore 00:05 | Permalink | commenti (7)
categoria:giustizia
martedì, 01 luglio 2008
Ha cominciato a piovere a Battipaglia. Prima, lontani, dei fulmini senza tuoni. Veloci e lunghi nel cielo grigio. Un temporale che è continuato fino a quando eravamo, dopo l'inevitabile coda per lavori, ad Angri, ormai. E il Vesuvio, con la sua sagoma insolita da quella prospettiva poco oleografica, si stagliava nella luce ritrovata, finalmente nitida. La quiete dopo la tempesta. A ovest l'azzurro avanzava timido.Sull'arida schiena del formidabil monte, sterminator Vesevo, fin sotto alla cima, nera di cenere e di fuochi spenti, c'erano large macchie chiare, che non distinguevamo bene. A Torre del Greco le abbiamo individuate. Era ginestra. Una vasta distesa gialla di ginestre.

Ginestra
E tu, lenta ginestra,
Che di selve odorate
Queste campagne dispogliate adorni,
Anche tu presto alla crudel possanza
Soccomberai del sotterraneo foco,
Che ritornando al loco
Già noto, stenderà l’avaro lembo
Su tue molli foreste. E piegherai
Sotto il fascio mortal non renitente
Il tuo capo innocente.


Leopardi l'ho amato all'Università. Al liceo avevo un professore che preferiva Foscolo. Ci fece il lavaggio del cervello, facendosi quasi schifare il pessimismo cosmico del grande poeta, tutto a favore dell'eroismo inquieto del fratello di Giovanni. Poi tutto torna. E si ristabiliscono le proporzioni. E Leopardi e il suo smarrimento sublimato nei versi trasformano la nostra percezione. Lui ha capito e ci insegna a capire quello che l'occhio si limita a vedere. Lui vedeva di più. Come tutti i poeti.
postato da: roquentin alle ore 23:47 | Permalink | commenti (5)
categoria:poesia, napoletana
martedì, 01 luglio 2008

Curzio MalaparteLa legge in Italia è come l'onore delle puttane.

Curzio Malaparte

postato da: roquentin alle ore 07:56 | Permalink | commenti (11)
categoria:giustizia
lunedì, 30 giugno 2008

goetheSe si dovessero studiare tutte le leggi, non ci sarebbe più tempo per trasgredirle.

Johann Wolfgang Goethe

postato da: roquentin alle ore 07:51 | Permalink | commenti (6)
categoria:giustizia
domenica, 29 giugno 2008
SpaghettiIn genere sono paziente. M'incazzo un po' per gli eventuali ritardi, ma poi, quando arriva il piatto che ho ordinato, mi passa tutto. In genere ho molto rispetto per i lavoratori della ristorazione. Raramente alzo la voce. Neanche oggi, a pranzo, l'ho fatto, ma ho fatto qualcosa che non mi era mai capitato di fare. Un po' ne sono fiero, un po' me ne dispiace,
Ebbene eravamo andati, pieni di buona volontà e con cospicuo appetito, a goderci un pranzo di pesce a Pozzuoli, in un ristorante noto e che avevamo apprezzato anche altre volte, pure di recente. Tralascio quanto sia stracolma di monnezza la città e come le mosche siano le padrone delle strade. Nonostante questo, tutta la famigliola Roquentin ha scelto di mangiare a un tavolo fuori, rinunciando all'aria condizionata. Le mosche non ci davano tregua, ma avevamo deciso noi di stare fuori, al caldo. Inutile recriminare.
Bene. Abbiamo ordinato: tutta la serie di antipasti, un primo e basta. Semmai poi si vede. Acqua minerale, ché, con questo caldo, di giorno pure il vino bianco è insopportabile. Abbiamo persino convenuto (con qualche resistenza di P.) di prendere tutti lo stesso tipo di pasta (con condimenti diversi, però), per aiutare la cucina a stare nei tempi, ricevendo il ringrazimento complimentoso del cameriere che ha preso le ordinazioni. Bene, bene.
Gli antipasti arrivano. Buoni, bene. Niente di originale, ma buoni davvero. Notevole la fritturina di piccoli gamberi (quelli usati di solito per le pizzelle) e calamarelle. Aspettiamo i primi. Aspettiamo un quarto d'ora. Finiamo l'acqua nelle bottiglie che ormai andava intiepidendosi. Aspettiamo mezz'ora. Ci portano le posate per il primo, ordiniamo dell'altra acqua. Già I. è nervosa e chiede al cameriere quando c'è ancora da aspettare. Qualche minuto. Io mi ostino a essere paziente. Il ristorante non è neanche tanto pieno. Arrivano pizze e secondi ad altri tavoli. Persino dolci e macedonie. Aspettiamo quaranta minuti. Con il caldo anche l'acqua delle seconde bottiglie s'è intiepidita. Aspettiamo un'ora, dico un'ora. Siamo ormai in piena digestione degli antipasti, mi è passata la fame. Aspettiamo un'ora e un venti. Basta, mi alzo. Vado alla cassa e chiedo di pagare gli antipasti e andare via. S'intravede il cameriere delle ordinazioni che mi dice: i primi sono pronti. No, grazie. Mentre il cassiere inpassibile prepara lo scontrino, il cameriere esce di corsa con in mano due dei piatti ordinati (erano anche molto appetitosi, a dire il vero), ma mantengo il punto. No grazie, mi è passato l'appetito e fare aspettare un'ora e mezza è un atto di inciviltà.
Pago e vado via.
postato da: roquentin alle ore 17:49 | Permalink | commenti (12)
categoria:cucina, attese, napoletana
domenica, 29 giugno 2008

Il San Girolamo del CaravaggioI privilegi di pochi non costituiscono legge.

San Girolamo

postato da: roquentin alle ore 08:47 | Permalink | commenti (2)
categoria:giustizia
sabato, 28 giugno 2008
AsparagiGli scienziati della Nasa (verso i quali da bambino avevo un'ammirazione sconfinata e mitologica, sono cresciuto con gli sbarchi sulla Luna), studiando i dati della sonda Phoenix mandata a esplorare Marte hanno fatto alcune scoperte riassunte in articolo che potete trovare su www.repubblica.it.
Riporto la parte più straordinaria. "Abbiamo trovato quelli che sembrano essere i requisiti base, cioè le sostanze nutrienti per sostenere la vita nel passato, nel presente o nel futuro", ha dichiarato lo scienziato Sam Kounaves. Questo, però non significa che esista la prova della esistenza in passato di vita sul Pianeta Rosso. "E' il tipo di suolo che potrebbe essere trovato nel vostro giardino, ricco cioè di sostanze alcaline - ha aggiunto lo scienziato - E' un suolo dove potrebbero crescere degli asparagi. Sono dati molto eccitanti per noi".
Dati eccitanti? Mammamia, tutto 'sto casino per coltivare asparagi? E i marziani? E l'invasione degli ultracorpi con i suoi baccelloni? E Blade Runner con i suoi replicanti? Ela saga di Guerre stellari?
Vuoi vedere che tutte 'ste esplorazioni galattiche finiscono dal verdummaro?

E le zucchine? Sono coltivabili su Venere? E i meloni dove li andremo a raccogliere?
Aridàteme "Mars Attack" di Tim Burton. Oppure Achille Campanile, almeno lui collegava l'asparago con l'immortalità dell'anima.
postato da: roquentin alle ore 09:20 | Permalink | commenti (8)
categoria:scienza
sabato, 28 giugno 2008

Elias CanettiSi faccia avanti chi ha imparato dalle esperienze altrui. E dalle proprie?

Elias Canetti

postato da: roquentin alle ore 08:19 | Permalink | commenti
categoria:esperienza
venerdì, 27 giugno 2008

MurphyLe decisioni giuste vengono dall'esperienza. L'esperienza viene dalle decisioni sbagliate.

Arthur Bloch

postato da: roquentin alle ore 08:16 | Permalink | commenti (4)
categoria:esperienza
giovedì, 26 giugno 2008

Riccardo BacchelliL'esperienza è quel che ci rimane dopo aver perso tutto il resto.

Riccardo Bacchelli

postato da: roquentin alle ore 08:19 | Permalink | commenti (3)
categoria:esperienza
mercoledì, 25 giugno 2008
GiustiziaCome al solito Giuseppe D'Avanzo sa spiegare dove andremo a finire e dove siamo già andati a finire. E' uno che non gliele manda a dire.
postato da: roquentin alle ore 08:55 | Permalink | commenti (10)
categoria:politica, giustizia, giornalismo
mercoledì, 25 giugno 2008

Giovanni AnsaldoL'esperienza, per sua norma e regola, è la somma delle conoscenze, che permette di commettere nuovi errori, differenti dagli antichi.

Giovanni Ansaldo

postato da: roquentin alle ore 06:43 | Permalink | commenti
categoria:esperienza
martedì, 24 giugno 2008

Oscar WildePer riacquistare la giovinezza basta solo ripeterne le follie.

Oscar Wilde

postato da: roquentin alle ore 07:43 | Permalink | commenti (7)
categoria:gioventù
martedì, 24 giugno 2008

Sandro PennaForse la giovinezza è solo questo
perenne amare i sensi e non pentirsi.

Sandro Penna

postato da: roquentin alle ore 07:42 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesia, gioventù
lunedì, 23 giugno 2008

Pier Paolo PasoliniI giovani italiani nel loro insieme costituiscono una piaga sociale forse ormai insanabile: sono o infelici o criminali (o criminaloidi) o estremistici o conformisti: e tutto in una misura sconosciuta fino a oggi.

Pier Paolo Pasolini

postato da: roquentin alle ore 00:47 | Permalink | commenti (9)
categoria:gioventù
lunedì, 23 giugno 2008

NietzscheI giovani amano l'interessante e lo strano, ed è indifferente che esso sia vero o falso.

Friedrich Nietzsche

postato da: roquentin alle ore 00:45 | Permalink | commenti (1)
categoria:gioventù
domenica, 22 giugno 2008
Deus IraePhilip K. Dick è un altro di quegli autori di cui sono stato per un lungo periodo infatuato, accumulando in pratica quasi tutti i suoi libri e leggendone tantissimi. Il suo romanzo migliore resta, senza dubbio, "Ubik", anche se lo scrittore americano è più famoso per "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?", dal quale Ridley Scott ha tratto "Blade runner". Anche altri romanzi hanno ispirato dei film e molti altri, che sono rimasti solo libri, sono dei piccoli capolavori. Io, a parte "Ubik", ho sempre preferito il Dick meno "psichedelico" e "teologico", quello meno tormentato e che vira piacevolmente al fantastico.
Forse è per questo che non mi ha divertito "Deus Iare", scritto nel 1976 insieme a Roger Zelazny, del quale ho letto, se non sbaglio (ma posso sbagliarmi perché non ricordo più nulla), "Il signore dei sogni". Non posso dire se il romanzo di Zelazny mi sia piaciuto o no, perché, appunto, forse non l'ho neanche letto. E se, avendolo letto, non ricordo neanche se l'ho letto fa capire quanto mi sia rimasto appiccicato al cervello. Nulla.
Sia come sia "Deus Irae" è una consistente palla. Sconclusionato in alcune parti, con personaggi tutti grotteschi ed evanescenti, disturbati. Lo scenario è quello apocalittico di un pianeta, la Terra, ridotto a un privitivismo postnucleare dallo scoppio di un conflitto atomico. Così ci sono creature mutanti come dei lucertoli parlanti, l'Urverme, le blatte sono diventate mammiferi e ci sono macchine pensanti pure loro con una coscienza incasinata. Il protagonista è Tibor, un inc, che sta per incompleto: un pittore focomelico che deve dipingere un affreso con il volto della nuova cattiva divinità. il Deus Irae. Va alla sua ricerca su un carruocciolo trainato da una mucca, fa strani incontri, ed è seguito da un altro tipo che deve aiutarlo e osteggiarlo. Il tutto è farcito con discussioni teologiche da bar sport.
A un certo punto il mio cervello non ce l'ha fatta più e, proseguendo per inerzia, ho cercato si focalizzare solo gli episodi più stravaganti. Con Dick ho sempre il dubbio che le traduzioni non gli facciano onore, ma per "Deus Irae", probabilmente, è lo stesso Dick che non fa completamente onore a se stesso. E non bastano un'introduzione e una postfazione per aiutare a capire. Anzi, e con questo chiudo, da tempo provo un forte fastidio verso tutti gli esegeti di Dick. Sono molesti. Tendono a un estremismo filologico laddove non è necessario, fino a farlo sconfinare in un feticismo collezionistico. E spesso ti confondono le idee. Ma non per questo smetterò di leggere Dick.
postato da: roquentin alle ore 13:27 | Permalink | commenti (3)
categoria:libri
domenica, 22 giugno 2008

Izrail MetterLa cosa più difficile, ricordando la gioventù, è pulirsi i piedi sulla soglia, entrarvi privi dell'esperienza di oggi e dei pensieri attuali.

Izrail M. Metter

postato da: roquentin alle ore 06:46 | Permalink | commenti (1)
categoria:gioventù
domenica, 22 giugno 2008

Sàndor MàraiLa gioventù si aspetta sempre un sacrificio da coloro nei quali ha riposto le proprie speranze.

Sàndor Màrai

postato da: roquentin alle ore 06:41 | Permalink | commenti
categoria:gioventù
sabato, 21 giugno 2008

Hermann HesseLa gioventù vuole giocare, la vecchiaia vuole lavorare.

Hermann Hesse

postato da: roquentin alle ore 05:46 | Permalink | commenti (4)
categoria:gioventù
sabato, 21 giugno 2008

goetheSe la gioventù è un difetto, è un difetto che si abbandona prestissimo.

Johann Wolfgang Goethe

postato da: roquentin alle ore 05:44 | Permalink | commenti (1)
categoria:gioventù
venerdì, 20 giugno 2008

Francesco De GregoriAvevo pochi anni e vent'anni sembran pochi
poi ti volti a guardarli e non li trovi più.

Francesco De Gregori

postato da: roquentin alle ore 07:34 | Permalink | commenti (8)
categoria:musica, poesia, gioventù
venerdì, 20 giugno 2008

Josip BrodskijGuardi un punto invisibile e perfetto:
quasi la gioventù.

Iosif Brodskij

postato da: roquentin alle ore 07:32 | Permalink | commenti
categoria:poesia, gioventù
giovedì, 19 giugno 2008

Stanislaw Jerzy LecSe un uomo che non sa contare trova un quadrifoglio, ha diritto alla fortuna?

Stanislaw Jerzy Lec

postato da: roquentin alle ore 06:59 | Permalink | commenti (7)
categoria:fortuna
mercoledì, 18 giugno 2008

Il trenoRischio di essere noioso a scrivere di Georges Simenon, ma "Il treno" (pubblicato da Adelphi) è proprio bello, con un finale improvviso, asciutto che ti colpisce come uno sparo. E' una storia di amore e di guerra. La Francia invasa dai tedeschi. Un uomo comune costretto ad abbandonare il suo piccolo paese e a separarsi dalla moglie incinta e dalla piccola figlia. Un lungo viaggio in treno in un vagone merci. L'incontro con una donna misteriosa. La passione che scoppia tra i due. La vita in un campo a La Rochelle. Il ritorno a casa. Tutto il paesaggio letterario (umano, naturale, sentimentale) che le pagine di Simenon promanano. E per la prima volta il maestro di Maigret non sfuma sull'erotismo, come si faceva nei vecchi film in bianco e nero. E una delle poche volte in cui fa parlare il protagonista in prima persona, il quale affida il racconto a un taccuino segreto.

La guerra e gli uomini, con la loro capacità di adattarsi a ogni male. La guerra e un uomo che vive quell'esperienza tragica come l'unica parentesi di felicità in una vita banale, abitudinaria, da piccolo borghese benestante. E una compiutezza narrativa rara.

postato da: roquentin alle ore 12:14 | Permalink | commenti (1)
categoria:libri
mercoledì, 18 giugno 2008

MurphyQuando la fortuna bussa alla tua porta avrai la cuffia del walkman.

Arthur Bloch

postato da: roquentin alle ore 07:56 | Permalink | commenti (3)
categoria:fortuna
martedì, 17 giugno 2008

Oscar WildeChi è fedele conosce il lato superficiale dell'amore: è l'infedele a conoscerne le tragedie.

Oscar Wilde

postato da: roquentin alle ore 08:03 | Permalink | commenti (8)
categoria:tradimento